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Inchiesta della Magistratura su Mastella e moglie.-

29 ottobre 2009

Clemente Mastella difende Lady Sandra “in esilio”

Fonte:CIOCCOLATOEVANILGLIA


Da Repubblica.it si riporta:

Dopo l’avvio dell’inchiesta, parla l’ex ministro della Giustizia “Segnalazioni? Sempre solo gente che aveva bisogno” Arpac, Mastella si difende “Io e Sandra abbiamo le mani pulite”

La moglie del leader dell’Udeur chiede “tempo” ai pm per studiare le carte
e dice: “Ho lavorato bene, ho fatto il massimo. Ritengo non sia giusto dimettermi”

ROMA – “Io e Sandra abbiamo le mani pulite. Mi ritengo vittima di una enorme ingiustizia”. Clemente Mastella si difende così dopo il coinvolgimento (suo e della moglie) nell’inchiesta della procura partenopea sull’Arpac: una storia di posti regalati, favori e appalti. Una difesa veemente ma che non entra in rotta di collisione con i giudici: “Chi attende una dichiarazione di guerra alla magistratura resterà deluso. Lo straordinario risultato elettorale ottenuto (l’elezione all’Europarlamento ndr) non mi scansa, laddove avessi commesso reati, dal finire al Tribunale della Giustizia che affronterò con molta serenità, ma anche con molta decisione e molta determinazione”.

E’ una difesa a tutto campo, quella del leader dell’Udeur. Che rigetta le accuse. A partire dalle “segnalazioni” per le assunzioni di cui si sarebbe reso protagonista. Non da solo, ovviamente. Su due file rinvenuti nel pc della segretaria dell’ex direttore dell’Arpac, Luciano Capobianco, sono stati trovati ben 655 nominativi accompagnati dalla segnalazione di esponenti politici.

Mastella non nega, ma minimizza: “Ho segnalato povera gente che aveva difficoltà e comunque ho fatto meno segnalazioni dell’Idv. Io, da quello che apparirebbe, ne ho fatte 26; l’Idv con i suoi rappresentanti, senatoriali oggi e consiglieri regionali, ne ha fatte 27″. Totale, poi, la difesa della famiglia. A partire dalla moglie Sandra a cui i giudici hanno imposto l’allontanamento dalla Campania e da sei province limitrofe: “La misura presa a carico di mia moglie è, a dir poco, ingenerosa”.

“Noi siamo uno strano partito di potere – continua Mastella – che riesce ad aver voti anche quando il potere non ce l’ha. Nessuno può dire che io avessi un caposaldo di potere, un’attrezzatura tale di gestione che mi potesse consentire di fare pressioni rispetto a chicchessia, di esercitare una sorta di voto di scambio”. Le accuse lo lasciano “allibito”. Al punto di gettare sul tavolo alcuni sospetti: “Tutto pensavo fuorché essere il Provenzano della politica. Cosa che è accaduta da quando sono diventato ministro della Giustizia..”.

E a chi gli fa notare il collegamento tra un consigliere regionale dell’Udeur e il clan dei Casalesi, Mastella replica secco: “Se c’è qualcuno che ha preso confidenza con gli altri ne risponderà personalmente e dovrà farsi da parte”. Di dimissioni, poi, neanche a parlarne. “Andrò avanti con piena avvertenza e deliberata coscienza. Io ho la coscienza serena, la mente alta, la dignità di andare avanti e il rispetto delle 100 mila e passa persone che mi hanno votato. Io non defletto” chiude il leader dell’Udeur.

Lady Mastella dai giudici.
Sandra Lonardo chiede tempo e conferma che non ha alcuna intenzione di dimettersi dalla presidenza del Consiglio regionale campano: “Ho fatto il massimo per esaltare il ruolo del Consiglio e per lavorare per il bene dei cittadini… Ritengo non sia giusto dimettermi”, fa sapere attraverso il suo portavoce Alberto Borrelli. Accompagnata dal suo avvocato Saverino Nappi, è arrivata in Procura alle 15.40 ed è andata via dopo circa 20 minuti. Chiedendo più tempo per esaminare le oltre 900 pagine dell’ordinanza e assicurando la sua disponibilità a collaborare con i giudici. E così per la sua difesa si affida a Facebook: “Mai gestito appalti, Mai preso una lira da nessuno!!!!! Mai condizianato nessuno”, scrive sul social network. Un modo per rispondere alla valanga di messaggi che da ieri mattina continuano a giungere sulla sua bacheca.

Le indagini.
Nel frattempo Pm e Gip partenopei si apprestano a iniziare l’interrogatorio dei 25 dei 63 indagati. La Lonardo è indicata nelle mille pagine dell’ordinanza emessa dal Gip, Anna Laura Alfano, come il ‘dominus’, insieme al marito Clemente, dell’organizzazione a delinquere che ha gestito per procurarsi vantaggi economici e di clientela politica nomine e appalti dell’Arpac, carriere di medici nell’Asl ‘Benevento 1′ e in diversi ospedali della regione e rappresentanze politiche in enti locali. Ma Mastella si ribella e promette battaglia: “Una cosa è certa, non posso accettare l’idea di essere a capo di un partito di persone poco perbene, o peggio di una cupola”.

Sempre da Repubblica.it, si riporta:

L’europarlamentare Pdl nega ogni responsabilità nell’inchiesta su appalti e favori in Campania
“Oggi mia moglie deciderà sulle dimissioni. Massimo rispetto per i magistrati, ma ci difenderemo”

Mastella: “Attacco vergognoso io e Sandra non ci arrenderemo” di CLAUDIO TITO

ROMA – Fugge via dall’Europarlamento non appena gli comunicano la notizia. Destinazione Roma e poi Ceppaloni. Per abbracciare la moglie, perché “i sentimenti vengono prima di tutto”. Nega Clemente Mastella. Nega di essere invischiato in questa storia di posti regalati e abuso d’ufficio, di favori e di appalti. Perfino di sostegni elettorali dai clan. Ma non esclude che, come per l’inchiesta che lo ha costretto nel gennaio 2008 a dimettersi, anche sua moglie Sandra possa decidere di farsi da parte. Tutto resterà sospeso fino ad oggi. L’ex Guardasigilli, oggi deputato europeo del Pdl, è convinto che si risolverà tutto come due anni fa: “In un nulla di fatto”. E avverte: “Noi non ci arrenderemo”. Viene raggiunto al telefono un paio d’ore dopo che la notizia rimbalza dal capoluogo campano.

Clemente Mastella come si sente? L’inchiesta colpisce duro sua moglie ma tocca anche lei.
“Sono sereno. Non ho paura di niente”.

Dove si trova? È tornato a Roma?
“Sto rientrando dalla sessione dei lavori parlamentari a Strasburgo, mi trovo a Parigi in transito ma sto tornando di corsa a Roma per raggiungere mia moglie. Perché prima di ogni cosa ci sono i sentimenti e poi tutto il resto. Però in questa vicenda ci sono delle cose che davvero non funzionano. Che mi risultano alquanto oscure”.

A cosa si riferisce?
“Mi ha chiamato mia figlia stamattina presto da Roma. E mi ha detto che dentro casa mia sono arrivati all’alba quattro carabinieri. Stavano là dentro senza alcun permesso. Mi chiedo: cosa facevano? Cosa cercavano? Sono stati lì tre ore. Dalle 6 alle nove di mattino. Capite che shock per mia figlia? Ho dovuto ricordare loro che sono un parlamentare e che esistono certi limiti. E che quella era una violazione. Mi hanno solo risposto che stavano lì per attendere ordini”.

Che tipo di violazione, onorevole Mastella?
“Quella è una violazione di domicilio. Una cosa inaccettabile.

A questo punto sua moglie che farà?
“Sandra è tranquilla. Semmai, è amareggiata. Ma noi abbiamo tutti la coscienza a posto. Sappiamo di non dover temere nulla”.

Ma si dimetterà dalla presidenza del Consiglio regionale campano?
“Non posso escludere niente. Su questo, però, non mi faccia dire niente. Domani (oggi, ndr) faremo una conferenza stampa a Napoli. E lì saprete tutto.

Lei cosa si aspetta e soprattutto come intende muoversi?

“Io sono assolutamente sereno. Andremo in tutte le sedi opportune a difenderci. Non ci arrenderemo. Nessuno può dire che io sono contro i magistrati. Nessuno può dire che io mi sia mosso contro le prerogative che sono proprie della magistratura. E continuerò a comportarmi in questo modo, difendendo i nostri diritti nel massimo rispetto”.

Ma lei si è fatto un’idea di questa inchiesta? Si parla di raccomandazioni, di liste di clienti, perfino di corruzione.
“Assolutamente no. Mi sembra tutto impossibile”.

Ritiene che questa inchiesta sia legata a quella che due anni fa l’ha costretta alle dimissioni da ministro?
“Temo che tutto nasca da lì. Anche se quella ormai è una vicenda superata. Mi chiedo: anche il governatore Antonio Bassolino è coinvolto nelle indagini?”.

Ancora da Repubblica.it si riporta:

Maxi inchiesta sull’operato dell’Agenzia per l’ambiente con 63 indagati, tra loro la presidente
del Consiglio regionale: “Mi è crollato il mondo addosso. Ancora non riesco a crederci”

Napoli, inchiesta su appalti e assunzioni

Lady Mastella allontanata dalla Campania

Trovato un file con oltre 650 nomi di ‘raccomandati’ e dei loro sponsor politici

NAPOLI – Scoppia lo scandalo dell’Arpac e coinvolge anche la presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella. Secondo la procura di Napoli, all’Agenzia regionale per l’ambiente le assunzioni clientelari, messe nero su bianco in un file, sono state per lungo tempo la norma. Nell’inchiesta sono indagate ben 63 persone (25 le misure cautelari), ma il provvedimento più eclatante assunto dal gip è il divieto di dimora in Campania e in sei province limitrofe (Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza) per la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, leader dell’Udeur, ex ministro ed attuale eurodeputato eletto nel centrodestra.

L’inchiesta.
Gli attuali sviluppi dell’inchiesta su appalti e assunzioni, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, scaturiscono dall’unificazione di due indagini riguardanti presunti episodi di corruzione e concussione di esponenti dell’Udeur della Campania, tra i quali lo stesso Mastella, all’epoca ministro della Giustizia. Le accuse contestate vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all’abuso di ufficio, alla turbativa d’asta e alla concussione. Gli investigatori avrebbero scoperchiato un sistema che gestiva appalti e concorsi pubblici.

Raccomandazioni.
Durante una perquisizione, in un file trovato nel computer sequestrato dalla Guardia di Finanza nella segreteria dell’ex direttore generale dell’Arpac, sono saltati fuori 665 nomi di persone che sarebbero state assunte su segnalazione di uomini politici. “Si tratta – si legge nell’ordinanza emessa oggi dal gip Alfano – di raccomandati veri e propri che rispetto ad altri aspiranti privi di sponsor, disponevano della segnalazione di un referente politico che determinerà, nella maggior parte dei casi l’assunzione in violazione delle norme”. Alcune segnalazioni venivano inviate via fax dal politico “di riferimento”. In altri casi il curriculum sarebbe stato scritto a matita proprio dal politico. L’elenco dei presunti sponsor vede in testa con 100 segnalazioni l’ex assessore regionale udeur Nocera; poi a seguire i nomi di T.Barbato (43), Fantini (36), Giuditta (35), C.Mastella (26), Enrico (17), S.Mastella (12). Tra gli altri nomi di politici locali e nazionali più noti figurano anche Bassolino (2), De Mita (2), Pecoraro Scanio (1), Sales (1).

Da rilevare che un filone dell’inchiesta riguarda presunti appoggi elettorali di un clan di Marcianise. Di questo, però, si occuperà la Dda.

Gli indagati. Agli arresti domiciliari sono finiti l’ex direttore dell’Arpac Luciano Capobianco, già braccio destro del coordinatore campano Arturo Fantini al commissariato per l’emergenza terremoto, anche lui indagato insieme a esponenti politici di vari partiti, funzionari e dirigenti dell’Arpac, imprenditori. Nei confronti di Clemente Mastella, invece, è stato emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari che gli verrà notificato non appena, in giornata, sarà rientrato in Italia da Strasburgo. Coinvolti anche il consuocero dell’ex ministro, Carlo Camilleri, che è anche segretario generale dell’Autorità di Bacino Sinistra Sele, e il consigliere regionale dell’Udeur Campania, Nicola Ferraro.

Lady Mastella a Roma.
Nell’abitazione di Sandra Lonardo a Ceppaloni si sono presentati stamane cinque carabinieri in borghese. Successivamente la moglie di Mastella ha lasciato la villa e si è diretta a Roma. La presidente del Consiglio campano si dice sconvolta. Prima in un lunga dichiarazione e poi in una lettera (testo integrale), nella quale si legge: “Mi è crollato il mondo addosso. Mi chiedono di dimorare fuori dalla Campania. Ancora non riesco a crederci. Non sono nemmeno riuscita a capire di cosa mi accusano. Mi hanno consegnato pagine e pagine… Stavolta con mio marito sarei a capo di una cupola affaristica… Senza spiegarci quali affari avremmo fatto…”.

La parcella. Nell’inchiesta compare anche il pagamento di una super parcella da un milione e 300 mila euro. Uno dei coinvolti è stato beneficiato dall’Asl di Benevento di una consulenza su un argomento che la stessa Procura di Napoli definisce “non chiaro”. Si tratta della ricompensa ricevuta “dopo aver dispiegato per il partito (l’Udeur, ndr) una presunta intermediazione con gli organi di giustizia amministrativa in una controversia elettorale relativa alle elezioni comunali di Morcone (Benevento)”. Agli atti dell’Asl nessuna documentazione ma solo il pagamento delle parcelle.

Ieri, inoltre, il gup Sergio Marotta ha fatto slittare al 26 ottobre la decisione su un altra inchiesta che vede 23 indagati, tra cui i Mastella, per una presunta lobby che avrebbe favorito le nomine in quota Udeur.

NOSTRO COMMENTO: Vedremo se ha ragione Mastella o i giudici.  Attendiamo che le indagini della Magistratura proseguano e, come sempre, siamo fiduciosi nell’operato della Magistratura.

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